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Una fortificazione militare, una villa romana, un luogo di culto? O tutto questo? La storia del Castelliere di Tegna, che dal Monte Castello osserva il paesaggio dell’intero Locarnese come un’attenta sentinella, è misteriosa… Sono il Patriziato di Tegna, il Comune Terre di Pedemonte, il Museo e la Pro Centovalli e Pedemonte e gli Amici delle Tre Terre ad essersi messi sulle sue tracce, lanciando uno dei primi progetti d’interesse archeologico nel futuro Parco Nazionale del Locarnese. Le quattro campagne di scavo che hanno avuto luogo sulle sue rovine tra gli anni Venti e Quaranta, hanno infatti portato alla luce tre cinte perimetrali e vari reperti prevalentemente d’epoca romana. Tuttavia, “oggi chi ne raggiunge le rovine non è consapevole di trovarsi in un luogo d’interesse storico”, spiega Romano Maggetti, coordinatore del progetto di riqualifica paesaggistica e di valorizzazione storico-culturale dell’area, in un articolo apparso sull’ultimo “Agricoltore Ticinese”. Oltre la posa di pannelli informativi, avrà dunque inizio una serie di interventi come la sistemazione delle murature e la manutenzione dei margini boschivi per un importante investimento in gran parte assicurato anche grazie all’aiuto del Parco, come riporta nel testo Adriano Gilà, Presidente del Patriziato di Tegna.

Scarica l’articolo dall’”Agricoltore Ticinese”

 

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